In arrivo il nuovo Decreto Ristori quinquies

Le ultime notizie in merito alla crisi di Governo sembrano confermare che, indipendente dalla sorte dell'esecutivo, questo dovrebbe comunque portare a compimento l'iter relativo al nuovo Decreto Ristori quinquies.


Il nuovo Decreto, secondo le anticipazioni disponibili, dovrebbe assumere forma analoga ai decreti Cura Italia, Rilancio ed Agosto discostandosi quindi, dalla struttura dei precedenti Decreti Ristori. Il nuovo provvedimento si propone infatti di ampliare la platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto, con il superamento dell’elenco dei codici ATECO e con l’inclusione dei liberi professionisti iscritti alle Cassa di Previdenza Private. Per questo motivo una parte significativa delle risorse, indirizzate a più beneficiari, non si materializzerà sul conto corrente dei beneficiari, ma si tradurrà in un credito d'imposta.


Il nuovo contributo a fondo perduto non sarà più legato all'andamento cromatico delle Regioni. Il Decreto prevede infatti che il bonus sarà concesso solo nel caso vi sia stata una effettiva contrazione di fatturato registrata a causa della pandemia.

Il calo di fatturato dovrà essere valutato, come auspicato da più parti, con un periodo di riferimento temporale più ampio: si terrà conto infatti del primo semestre del 2020 superando, finalmente, il criterio “puntuale” basato sulla differenza di fatturato tra aprile 2019 e aprile 2020. A tale agevolazione, il Decreto Ristori quinquies, prevede l'introduzione di un bonus, erogato dall’INPS, del valore di 1.000 euro, per aziende e imprenditori colpiti dall’emergenza Covid-19. Il contributo è riservato a lavoratori autonomi a partita IVA e liberi professionisti. Per ottenere il bonus bisognerà soddisfare i seguenti requisiti:


  • Partita IVA da almeno 3 anni;

  • Reddito annuo fino a 50.000 euro;

  • Regolarità della posizione contributiva;

  • Calo di fatturato, almeno del 33%, rispetto all’anno precedente.


Il provvedimento interviene anche su uno dei nodi più urgenti da sciogliere, cioè la sospensione delle cartelle esattoriali. Le prime anticipazioni parlano di una “sospensione ponte” almeno per altri due mesi. Si fa, inoltre, strada l’ipotesi di spingersi con la “sterilizzazione” al 30 aprile, ovvero, fino alla rinnovata proroga dello stato di emergenza. Il nuovo Decreto dovrebbe inoltre introdurre, in un secondo momento, una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali e il saldo e stralcio dei carichi non più esigibili. Sembra farsi largo anche l’ipotesi di allungare i tempi di prescrizione per consentire la notifica delle nuove cartelle del 2021, che sommerebbero a quelle in arrivo nel 2020, con conseguenze pesanti per i contribuenti. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze prevede quindi di introdurre una nuova rottamazione con la possibilità di saldare le cartelle, in cambio di una significativa riduzione delle sanzioni e degli interessi.


In attesa del testo definitivo siamo a disposizione per fornirvi maggiori informazioni o assistervi nelle richieste e nella gestione dei nuovi bonus.



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