Decreto Rilancio: I crediti d'imposta cedibili

Dopo le novità fornite nei giorni passati, oggi ci concentriamo su una misura che potrebbe immettere velocemente liquidità nelle casse delle imprese.


Gli articoli 121 e 122 del Decreto Rilancio hanno infatti notevolmente ampliato la possibilità di cedere gli innumerevoli crediti d'imposta presenti nell'ordinamento italiano o di optare per uno sconto sul corrispettivo dovuto.


L'articolo 121 stabilisce che è possibile optare, in luogo dell'utilizzo diretto di alcune detrazioni, per:


  • Un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

  • La trasformazione del corrispondente importo in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.


Le agevolazioni relative all'utilizzo dei crediti e alla facoltà di vendita anche agli istituti di credito si applicano per le spese sostenute negli anni 2020 e 2021 e relative agli interventi di:


  • Recupero del patrimonio edilizio (Bonus ristrutturazione);

  • Riqualificazione energetica (Ecobonus);

  • Adozione di misure antisismiche (Sismabonus);

  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti;

  • Installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici;

  • Installazione di impianti fotovoltaici.


Per ultimo l'articolo 121 ricorda che i suddetti crediti sono utilizzabili anche in compensazione tramite modello F24 sulla base delle rate residue di detrazione non fruite ed in base alla stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell 'anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può neanche essere richiesta a rimborso. Ciò significa che la detrazione per Ecobonus sarà per esempio utilizzabile in compensazione in F24 per un importo diviso in 10 rate, ognuna delle quali usufruibile nel suo anno di riferimento.


L'articolo 122 concede invece, fino al 31 dicembre 2021, la possibilità di optare per la cessione di alcuni crediti d'imposta ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.


I crediti d'imposta, cedibili anche alle banche, a cui l'articolo 122 si riferisce sono:


  • Il credito d'imposta per botteghe e negozi previsto dal Decreto Cura Italia; (Post)

  • Il nuovo credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, (Post);

  • Il credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all'articolo, (Post);

  • Il credito d'imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di dispositivi di protezione (Post);


Anche questi crediti, in luogo della cessione, possono essere utilizzati in compensazione tramite modello F24 senza l’applicazione dei limiti annuali di compensazione di 1 milione e di 250.000 euro.


Per entrambe le disposizione sarà necessario attendere uno specifico provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata del Decreto, in cui saranno definite le modalità attuative e quelle relative all'esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica.


Siamo ovviamente a disposizione per valutare l'effettivo impatto di tali misure o per fornire ulteriori informazioni.


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