Decreto liquidità: Le garanzie per il credito alle imprese

Come avevamo già annunciato qui, la pubblicazione del Decreto liquidità ha sostanzialmente confermato la linea annunciata dal Governo che prevedeva il rilascio di garanzie pubbliche per un valore pari a 200 miliardi, di cui almeno 30 per le PMI, con lo scopo di ridurre al massimo i tempi di attesa per l'erogazione della liquidità necessaria alle imprese e ai professionisti italiani.


Il Decreto ha quindi introdotto due binari per il rilascio delle garanzie in base alla dimensione del soggetto beneficiario:


  1. L'art 1 prevede, per le imprese di grandi dimensioni e le PMI, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo centrale di Garanzia, che il rilascio delle garanzie avvenga attraverso S.A.C.E. S.p.A.;

  2. L'ar. 13 prevede invece che il rilascio dell garanzie riservate alle PMI, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, avvenga attraverso il Fondo centrale di garanzia.


Per i soggetti di cui al punto 1, sono previste, fino al 31 dicembre 2020, tre soglie di garanzia con tre diverse percentuali di copertura:


  1. 90% per le aziende con meno di 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato;

  2. 80% con più di 5.000 dipendenti e fatturato fino a 5 miliardi;

  3. 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi.


Il nuovo finanziamento garantito dovrà essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti o attività localizzate in Italia.


L’impresa che beneficia della garanzia dovrà assumere l’impegno:


- di non approvare la distribuzione di dividendi nei 12 mesi successivi all’erogazione del finanziamento;

- di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.


La garanzia è concessa solo sui finanziamenti accordati alle seguenti condizioni:


  • durata non superiore a 6 anni, con possibilità di avere fino a 24 mesi di pre-ammortamento;

  • impresa beneficiaria non inclusa nella categoria delle imprese in difficoltà e non avente esposizioni deteriorate, salvo quelle maturate da febbraio 2020;

  • importo garantito non superiore al maggiore tra il 25% del fatturato annuo dell'impresa del 2019 e il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019.


Come precedentemente riportato, le imprese fino a 499 dipendenti, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, possono invece accedere al Fondo centrale di garanzia per le PMI per velocizzare e semplificare l'accesso al credito.


Il Fondo supporterà la liquidità delle imprese italiane colpite dall'emergenza COVID-19 attraverso il rilascio, entro il 31 dicembre 2020, di una garanzia gratuità che avrà le seguenti percentuali:


  • Pari al 100% per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito. In questo caso le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia;

  • Pari al 90% (elevabile al 100% con Confidi) per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 800.000 euro, senza valutazione andamentale;

  • Pari al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, senza valutazione andamentale.

Per ottenere una copertura del 100% è necessario che il finanziamento abbia durata massima di 72 mesi con la possibilità di prevedere un pre-ammortamento di 24 mesi.

Per le garanzie concesse dal Fondo centrale è stato inoltre prevista la possibilità di accedervi anche per operazioni di rinegoziazione di finanziamenti esistenti, ottenendo quindi condizioni più favorevoli rispetto al finanziamento precedente non garantito, a patto che sia prevista la contestuale erogazione di credito aggiuntivo al soggetto beneficiario pari ad almeno il 10% dell’importo del debito rinegoziato.


Il Decreto, grazie alla concessione della garanzia, estende la possibilità di accedere al credito anche a favore di soggetti segnalati in centrale rischi come “inadempienze probabili” nonché con presenza di operazioni classificate come “scadute” o “sconfinanti deteriorate” successivamente alla data del 31 gennaio 2020, dando così la possibilità di ottenere un finanziamento anche a quei soggetti per cui precedentemente risultava complicato.


Grazie a queste misure, i finanziamenti garantiti dovrebbero essere concessi con procedure più snelle e a costi ovviamente più bassi rispetto ad un'operazione simile che non risulti garantita.


Siamo ovviamente a disposizione per valutare con voi le vostre necessità e l'impatto che un nuovo finanziamento può avere sulla vostra attività.

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